Seleziona una pagina

Lo scarabocchio come segno dell’umano nell’era digitale

“Qualunque cosa dotata di parti umane, seppur scomposta, diventa umana ai nostri occhi”. Voirhumain riflette sul fenomeno della pareidolia, che ci porta a vedere l’umano in forme che lo ricordano, interrogandosi sulla ricerca di sé dell’uomo in un mondo pieno di vita e linguaggi diversi dal suo. Le opere indagano se questo istinto primordiale si mantenga anche quando gli elementi umani vengono scomposti in modo illogico, e lo scarabocchio diventa veicolo di tale scomposizione. Segno spontaneo e privo di regole, nato da momenti di distrazione, lo scarabocchio è traccia del pensiero che si perde: un gesto profondamente umano che una macchina non può compiere davero. Da qui nasce il senso di umanità che permea le opere di Voirhumain, opposto all’alienazione che spesso evocano le immagini generate dall’intelligenza artificiale. L’artista valorizza lo scarabocchio come espressione autentica dell’uomo, riaffermando, in un’epoca dominata dall’IA, il valore di ciò che è umano solo perché umano. In questo segno caotico si manifesta un contatto immediato con il mistero della mente e della vita, trasformato da Voirhumain in scelta artistica consapevole. Attraverso mani, occhi e altri frammenti corporei, riconosciamo sempre un essere umano. L’uomo, da sempre, cerca se stesso nelle scienze, nella poesia e nelle emozioni, trovando umanità anche in ciò che umano non è.
Voirhumain diventa così un invito a riscoprire la consapevolezza e il valore del proprio essere umano.

HUMAIN 26_3, 2025, acrilico su tela, 80×80, Roma, vol.2

MARILYN_2, 2025, acrilico su tela, 100×100, Roma, vol.1

HUMAIN 54_2, 2025, acrilico su tela, 100×100, Roma, vol.2

CUVI 10_2. 2025, acrilico su tela, 80×80, Roma, vol.1

UMANITÀ DESTRUTTURATA, 2025, tecnica mista, 100×100, Roma